Ogni poeta è un patrimonio di fatica, di gioie, di sangue, di sforzi. Al di fuori di queste verità, non ci sono poeti e non c’è la poesia. Qui sta l’attualità della poesia e del poeta che la scrive. Egli è il guardiano della vita, il guerriero che sfodera la spada della parola e la conficca nel cuore delle cose per farle sanguinare di vero. Nel vero delle cose c’è l’esperienza, la realtà che non va descritta, ma riempita con l’invenzione che soltanto l’itinerario di un’anima può assicurare. Sporcarsi le mani con la vita, questo deve far il poeta. Diffidate della poesia che non parla dell’amore, della morte, del dolore.